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Tropicana – 8 gennaio – Lerici

Tropicana è un brano del Gruppo Italiano: dopo aver dominato le classifiche dell’estate 1983, diventa un brano simbolo dell’estate tout-court, inno alla spensieratezza e ballo di gruppo per eccellenza. Ma di cosa parla davvero questa canzone?

Se anche l’opera d’arte deve attenersi e rispondere alle logiche del mercato, come ogni altro “prodotto”, quali diventano gli obiettivi dell’artista e entro quali margini di libertà a questo è dato di operare?
Utilizzando in maniera paradigmatica il brano e l’esperienza del Gruppo Italiano, lo spettacolo apre una riflessione sul rapporto tra arte e mercato.

Sul palco l’identità della compagnia si sovrappone a quella del Gruppo Italiano, in un cortocircuito tra identità reali e immaginarie, in cui ogni interprete sembra fare outing delle proprie debolezze, vigliaccherie e speranze.

L’inquietudine nascosta di questo brano è quasi inafferrabile, avvolta com’è in una confezione leggera e ridente, ed effettivamente sfugge. Il concetto di un’angoscia, di un problema, di cui si percepisce la presenza, ma che non si riesce a identificare con chiarezza, tocca un nostro nervo scoperto.

Tropicana è una lenta immersione negli abissi, alla ricerca del nero che è sempre nascosto dentro un involucro colorato, e del punto di contatto tra quel nero e questo attuale che ci sommerge.

Tropicana – 23/11 – 1/12 – Teatro Franco Parenti – Milano

Tropicana è un brano del Gruppo Italiano: dopo aver dominato le classifiche dell’estate 1983, diventa un brano simbolo dell’estate tout-court, inno alla spensieratezza e ballo di gruppo per eccellenza. Ma di cosa parla davvero questa canzone?

Se anche l’opera d’arte deve attenersi e rispondere alle logiche del mercato, come ogni altro “prodotto”, quali diventano gli obiettivi dell’artista e entro quali margini di libertà a questo è dato di operare?
Utilizzando in maniera paradigmatica il brano e l’esperienza del Gruppo Italiano, lo spettacolo apre una riflessione sul rapporto tra arte e mercato.

Sul palco l’identità della compagnia si sovrappone a quella del Gruppo Italiano, in un cortocircuito tra identità reali e immaginarie, in cui ogni interprete sembra fare outing delle proprie debolezze, vigliaccherie e speranze.

L’inquietudine nascosta di questo brano è quasi inafferrabile, avvolta com’è in una confezione leggera e ridente, ed effettivamente sfugge. Il concetto di un’angoscia, di un problema, di cui si percepisce la presenza, ma che non si riesce a identificare con chiarezza, tocca un nostro nervo scoperto.

Tropicana è una lenta immersione negli abissi, alla ricerca del nero che è sempre nascosto dentro un involucro colorato, e del punto di contatto tra quel nero e questo attuale che ci sommerge.

Kliker Festival 2019

R.osa – 18 ottobre – Varaždin – Croazia

R.OSA je djelo koje je savršeno uklopljeno u poetiku Silvije Gribaudi; Silvia je koreografkinja koja koristi ironiju na zapanjujuć način te kroz neformalni jezik stvara intiman odnos s publikom, uprizoruje ekspresije tijela, žene i društvene uloge koje su im dodijeljene
R.OSA je nadahnuta Boterovom maštom, svijetom Jane Fonde tijekom 80ih, konceptom uspjeha i javne izvedbe.
R.OSA je komad u kojem izvođačica predstavlja “one woman show”, preusmjeravajući pogled publike koristeći dramaturgiju postavljenu na 10 vježbi virtuoznosti.
R.OSA je iskustvo u kojem se publika poziva da, dobrovoljno ili ne, postane protagonistima umjetničkog djelovanja na pozornici.
R.OSA je uvid u način na koji gledamo druge i što od njih očekujemo, uvid u temelje naših vlastitih unaprijed stvorenih mišljenja. Izvedba se usredotočuje na izazov kontinuiranog prelaženja granica.
R.OSA uprizoruje revoluciju tijela koje se buni protiv gravitacije i pokazuje svoju ležernost.

R.OSA 10 EXERCISES FOR NEW VIRTUOSITIES
R. OSA is a piece that is perfectly inscribed in Silvia Gribaudi’s poetics; Silvia is a choreographer who, with a baffling irony, stages the expression of a body, of women and of the social role they are given, through an informal language, creating a relationship with the audience.
R. OSA is inspired by Botero’s imagery, by Jane Fonda’s world of the 80s, by the concept of success and performance.
R.OSA is a piece in which the performer stages a “one woman show”, shifting the audience’s gaze through a dramaturgy that is composed of 10 exercises of virtuosity.
R.OSA is an experience in which the audience are invited to become, voluntarily or not, protagonists of the artistic action on stage.
R.OSA is an insight about the way we look at others and what we expect from them, on the basis of our own preconceptions. The piece revolves around a challenge, the one to constantly go beyond one’s limit.
R.OSA stages the revolution of the body, which revolts against gravity and shows its levity.